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Di questi giorni è la notizia che Intel, il grande produttore di semiconduttori, ha già annunciato di voler prorogare fino al primo semestre del 2021 compreso la sua politica di smart working decisa in concomitanza con l’epidemia di corona virus.

Pur ritenendo che la soluzione ottimale sia il completo ritorno alla normalità e al lavoro in ufficio, il colosso da oltre centomila dipendenti offre comunque a chi lo desidera la possibilità di svolgere le proprie mansioni senza lasciare il domicilio. Viene persino assicurato un rimborso di 500 dollari per l’acquisto di attrezzature di “home office” più aggiornate. Si sta parlando di una organizzazione molto complessa, abituata a produrre tecnologia avanzatissima. Tra le virtù di aziende come queste, tutti ci aspettiamo di trovare una grande perizia nella capacità di manovra, nell’inventare approcci nuovi.

A maggior ragione si potrebbe pensare che una azienda di medie e piccole dimensioni possa essere altrettanto agile, se non di più. Eppure, in un contesto apparentemente semplice come il lavoro da casa, non essere un big è davvero un “vantaggio”? Non è assolutamente detto.

La tipica impresa italiana, quella che certo non ha migliaia di collaboratori e produce molte meno informazioni di Intel. Ma molte di queste informazioni non sono necessariamente in formato digitale. E anche quando sono digitalizzate, possono risiedere in archivi o applicazioni diversi: se i collaboratori non sono centralizzati in un unico ufficio, non possono vedere che cosa fanno i colleghi, far quadrare i conti diventa un problema.

L’esempio di Intel è destinato quindi a diventare irraggiungibile? Ovviamente no, perché allo stato dell’arte del moderno software gestionale e della sua installazione in cloud, anche lo scompartimento di un treno in viaggio può diventare una perfetta postazione di lavoro. Ma spesso questa consapevolezza non basta. Le aziende italiane esitano ad affrontare il discorso dell’adeguamento delle loro attrezzature gestionali e più in generale della trasformazione digitale. Preferiscono piuttosto adeguarsi alle carenze di pacchetti software di vecchia generazione resistendo a un cambiamento che di colpo – covid docet – può diventare forzato.

Ma perché?

In tutte le nostre attività di lavoro, studio e svago siamo perfettamente a nostro agio con l’idea che qualsiasi strumento deve essere adeguato al nostro grado di maturazione, o alle nostre ambizioni.

Nessuno per esempio pretende di imparare a sciare con gli stessi sci e la stessa tecnica di un campione mondiale di slalom. Come nessun concertista di fama mondiale si accontenterebbe di uno strumento fatto in serie quando sa di poter dare il meglio con un violino Stradivari.

Perché quando si tratta di sfruttare l’opportunità di passare a un sistema software Erp che può consentire ad una azienda di fare un grosso salto in avanti in termini di produttività, efficienza e competitività, si preferisce restare fermi a un gestionale qualsiasi, sviluppato quando Internet era una curiosità per pochi?

Uno dei motivi, bisogna riconoscerlo, è l’ottima reputazione della scuola italiana del software di impresa. A fronte di un sistema fiscale e di una burocrazia intricati come nessun altro, i pacchetti gestionali sono spesso più che adeguati. Ma questa qualità può diventare un boomerang quando si tratta di ingranare una marcia in più. Per esempio quando bisogna adeguare i propri strumenti software a modalità di lavoro e relazione d’affari che neppure esistevano quando questi stessi strumenti erano stati concepiti.

L’alleanza NAV-lab è stata creata quindici anni fa esattamente con questo obiettivo: coniugare una grande tradizione di software gestionale – una tradizione adattata ai diversificati processi di tanti settori verticali – alle necessità tecnologiche di una trasformazione che allora stava muovendo i suoi primi passi.

La fedeltà alle piattaforme e agli applicativi della galassia Microsoft, a partire da Azure e Dynamics 365 Business Central, è stato un fattore vincente, che ha permesso di sfruttare tutta la forza trainante del cloud e delle tecnologie oggi alla base della trasformazione digitale: mobilità, smart working, collaboration, strumenti analitici, intelligenza artificiale.

Con Tempo Zero Cloud, NAV-lab ha dato a questo mix il giusto tocco di italianità, adeguando le funzionalità Erp di Microsoft Dynamics 365 Business Central alle specifiche esigenze della PMI che vuole seguire al meglio attraverso una modalità di gestione assolutamente innovativa – anche lavorando da casa – tutti gli aspetti dell’amministrazione, le vendite, l’acquisizione delle materie prime, i magazzini, le linee di produzione. Consentendo all’azienda di fare un grosso salto in avanti in termini di produttività, efficienza e competitività

Come se non bastasse, per vincere ogni possibile resistenza di tipo culturale NAV-lab offre qualcosa in più. Un servizio di consulenza rafforzato da una concreta padronanza dei processi di business dei clienti, i tutti i settori di industria. E una capacità di progettare la graduale integrazione in Tempo Zero Cloud per Microsoft Dynamics 365 Business Central, dando le giuste priorità ai processi più critici per una transizione senza traumi dal vecchio al futuro.

In altre parole: una cultura della trasformazione digitale della media e piccola impresa.

Prendi subito contatto con i nostri esperti: troverai un partner affidabile e uno strumento gestionale davvero al passo coi tempi, capace di far emergere i tuoi potenziali ancora inespressi.

NR VERDE 800701170
info@navlab.it