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Il mondo imprenditoriale italiano, così ricco di specializzazione e di eccellenza, è impregnato di quella cultura della “bottega” artigianale che rimonta a un passato glorioso e continua a rappresentare un fattore vincente anche per il futuro.

Eredità di questo tipo possono essere però molto ingombranti: spesso bravura ed eccellenza fanno passare la voglia di cambiare, specie quando vanno a braccetto con un’economia produttiva basata su singole componenti, dotate di risorse limitate e competenze strettamente legate alla propria mission. Al mestiere da portare avanti.

Per fare impresa oggi, buone idee, specializzazione e bravura non bastano. La complessità che si annida nel mondo finanziario, nelle relazioni con fornitori e clienti, nelle mille regole della fiscalità, impone l’uso di strumenti software amministrativi adeguati. Ma adeguati a che cosa, esattamente? La risposta implicita a questo interrogativo è – in genere – “adeguati alle mie capacità di spesa”. Intendiamoci, non è una risposta sbagliata.

È giusto che l’investimento in un software gestionale non diventi un cappio al collo, un insormontabile freno alle aspettative di crescita.

Al tempo stesso è una risposta incompleta, che non tiene conto dei cambiamenti qualitativi determinati dall’evoluzione verso un business sostanzialmente dominato dai paradigmi di Internet e del Cloud. Cambiamenti che proprio nel mondo della domanda si traducono in nuovi livelli di maturazione e stili di consumo. Impattando u tutto ciò che i clienti si aspettano oggi da un’azienda in termini di qualità e servizi.

Per rispondere a questi cambiamenti il mondo dell’offerta non può più accontentarsi degli strumenti gestionali a orizzonte limitato che finora hanno permesso a tante aziende di piccole e medie dimensioni di andare avanti dando il loro meglio.

Al di là del gravoso problema della trasformazione digitale, basta un evento raro ma non del tutto imprevedibile come la pandemia globale contro cui stiamo lottando da mesi, per mettere in forse le antiche certezze. In molte situazioni, la crisi sanitaria ha messo in evidenza l’inadeguatezza di software gestionali completi quanto si vuole ma poco inclini al cambiamento e incompatibili con modalità di lavoro “smart”. Ha fatto capire a tutti l’importanza di sistemi capaci di assicurare un elevato livello di operatività in ogni condizione. Anche quando la forza lavoro non può presidiare full time, o addirittura è costretta a stare lontano da uffici, negozi e fabbriche.

A chi ci si deve rivolgere per rispondere a una voglia di flessibilità e reattività determinata – come spesso avviene – dalla situazione di crisi?

Nel mercato globalizzato del software molte grandi organizzazioni si affidano alle soluzioni best in class proposte dai brand più consolidati. Soluzioni potenti, standardizzate, ricche di funzioni. Sin troppo potenti e troppo standardizzate per le realtà più piccole, di tradizione artigianale, limitate nelle loro risorse e alle prese con le infinite specificità dei settori verticali in cui operano e delle normative da rispettare.

Per le piccole e medie imprese la strategia del best in class può funzionare – chi non vorrebbe essere aiutato dal più bravo della scuola? – ma deve essere mutuata dalla presenza di un partner “di prossimità”, capace di rispettare le singole esigenze di tutti. Un compagno che oltre al dominio della tecnologia, può assicurare la piena padronanza della cultura aziendale dei suoi clienti nei loro segmenti specifici.

È il caso di NAV-lab, corroborata dal suo lungo rapporto di collaborazione con Microsoft nello sviluppo di soluzioni specifiche per il mercato italiano, ma integrate con la piattaforma standard Dynamics 365 Business Central.

Costituito a sua volta come consorzio in grado di unire le forze di alcune delle migliori realtà italiane nel settore del software gestionale, NAV-lab ha partecipato attivamente all’ambizioso progetto di rinnovamento di Business Central, voluto da Microsoft per sfruttare al meglio, con il suo ambiente ERP, tutte le opportunità del Cloud Computing.

Il risultato più eclatante di questo impegnativo sforzo si chiama Tempo Zero Cloud, l’estensione di Business Central che NAV-lab ha concepito appositamente per le realtà imprenditoriali italiane di piccole e medie dimensioni. I consulenti e i tecnici di NAV-lab sono una guida sicura per tutte le soluzioni comprese nella piattaforma Microsoft per il business. E al tempo stesso offrono progettualità nelle implementazioni personalizzate e continuità di affiancamento nella futura evoluzione dei sistemi realizzati per i loro clienti.

Una miscela che coniuga la potenza globale del best in class Microsoft alla competenza – e la sensibilità – tutte italiane di una rete di sviluppatori e consulenti applicativi che può a far leva su un pool di risorse congiunte. Per domare più facilmente le complessità tecnologiche di un nuovo ambiente di sviluppo Microsoft orientato al cloud.

Il segreto di questo primato tecnologico di NAV-lab è un comitato di super esperti che rende possibile la costante evoluzione di Tempo Zero Cloud e certifica le personalizzazioni verticali più interessanti commissionate dai clienti di NAV-lab, rendendole disponibili all’intero ecosistema.

In questo modo, ogni azienda può finalmente contare su una trasformazione digitale davvero su misura. Senza costringerla a sacrificare il proprio estro e la propria unicità sull’altare di una standardizzazione che la rende efficiente, smart e produttiva togliendole un pezzetto di anima.

Impara anche tu a diventare un best in class con NAV-lab!

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