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Si fa presto a dire ripartenza. L’economia oggi è troppo interconnessa, le variabili in gioco possono essere moltissime, dentro e fuori la struttura di ogni impresa. Bisogna tuttavia ammettere che il prolungato stato di fermo imposto alle consuete attività delle persone e delle imprese per quanto necessario e disciplinatamente accettato, rischia a questo punto di determinare una situazione di crisi grave, se non irreversibile. Mentre gli scienziati che studiano le curve dell’epidemia di Covid-19 osservano positivi segnali di rallentamento in diverse regioni italiane, dal mondo della politica e dell’impresa aumentano le pressioni per un ritorno, anche graduale, controllato, alla normalità. Non ci sarà uno scenario off/on, non c’è un interruttore dell’economia che di colpo ci farà tornare al business as usual. Ma all’approssimarsi del 3 maggio, data di scadenza del decreto governativo che aveva in pratica congelato i settori non fondamentali, i capi e i collaboratori di molte imprese dovranno prepararsi a riaccendere i motori.

Il problema è come riaccenderli. Due delle parole d’ordine che con tutta probabilità caratterizzeranno la gestione della nuova fase che si sta per aprire sono adattabilità e intelligenza. L’allentamento del blocco lascerà sicuramente il posto a misure ancora ferree di protezione, tracciamento e distanziamento sociale e non si può immaginare che il nostro stile di vita, lavorativamente parlando, torni subito a coincidere con quello di prima dell’emergenza. Le diverse realtà dovranno adattarsi a cambiamenti anche radicali, primo tra tutti il nuovo ruolo, ormai prioritario che la mobilità, la remotizzazione e la smart collaboration continueranno ad avere nell’immediato futuro e per un orizzonte di tempo che si prospetta ancora molto lungo. Lo smart working, insomma, non sarà più considerato una misura temporanea ma la nuova normalità.

Un altro aspetto da affrontare in particolare negli ambiti più tipicamente produttivi, dove esistono impianti, macchine utensili o strumentazione da far funzionare, oggetti fisici da fabbricare, o reazioni fisiche da controllare e monitorare anche sul piano informativo, sarà l’organizzazione del lavoro. La necessità di ridurre al minimo i contatti diretti tra le persone, gli affollamenti negli uffici, nei laboratori, nelle officine, si tradurrà in nuove regole da applicare ai flussi delle persone e dei materiali. Lo stesso vale per la turnazione dello staff. Sui termini ancora non c’è nessuna certezza, ma tra le ipotesi più verosimili c’è quella di ragionare tutti in base a settimane lavorative di sette invece che cinque giorni.

Last but not least, tutti dovranno reimparare come soddisfare i propri clienti nel minor tempo possibile e questo coinvolge ad esempio la direzione finanziaria dell’azienda che ritiene prioritario poter valutare in pochi secondi quali siano clienti solvibili ed affidabili dopo il lock-down ed agire di conseguenza. Questo determina un nuovo modo di scandire le relazioni con i clienti, i partner, i fornitori ed essere pronti a implementare tempistiche e modalità differenti nei processi aziendali. Gli utenti di una piattaforma gestionale moderna e nativamente progettata per il cloud *e ispirata ai principi della flessibilità e dello smart working, come *Tempo Zero per Microsoft Dynamics 365 Business Central, sanno già di poter ripartire da una base robusta e affidabile e sul formidabile ecosistema di strumenti di produttività personale firmati Microsoft. Il loro percorso sarà sicuramente facilitato.

Ma il vero fattore differenziante è la capacità che i consulenti riuniti sotto l’insegna di NAV-lab dimostrano nell’affiancare le migliaia di collaboratori che quotidianamente utilizzano le funzioni di Business Central. Il software è un elemento assolutamente fondamentale, ma non è l’unico. A integrazione degli strumenti software è necessario poter collaborare strettamente con un partner consulenziale all’altezza della situazione. Capace di schierare programmatori certificati, tecnici ed esperti aggiornatissimi sul piano delle normative amministrative e fiscali. Ferrato in tutte le competenze di processo riferiti ai segmenti industriali dei loro clienti. Campione riconosciuto di strategie di smart working, da sempre sperimentate all’interno delle proprie organizzazioni. E soprattutto in grado di mettere a terra questo insieme di conoscenze e prassi esecutive attraverso una capacità consulenziale concreta, articolata nel linguaggio di business che i clienti di NAV-lab parlano da una vita.

Gli scenari che dovremo affrontare tutti insieme devono essere analizzati a fondo, magari con gli strumenti di business intelligence che Microsoft Power BI mette a disposizione di tutti gli utilizzatori di Business Central. Fin dall’inizio, i responsabili di tante imprese piccole e grandi dovranno prendere delle decisioni che condizioneranno il successo della ripartenza. In situazioni come queste la guida di un bravo consulente può essere prezioso in queste circostanze, perché può aiutare a costruire una cronologia di azioni efficace, individuando per esempio le funzioni aziendali da abilitare per prime, o gli ordinativi ai quali dare la precedenza sulla base di considerazioni come la criticità e la solidità finanziaria dei clienti che li hanno effettuati.

Perché non concordare con gli esperti di NAV-lab un check-up in previsione della ripartenza? Contattaci per una messa a punto della tua piattaforma gestionale e per predisporre le mosse organizzative più opportune per un ritorno non traumatico all’operatività della tua impresa.

Per affrontare al meglio le priorità della delicata fase che si sta aprendo, NAV-lab ha già in calendario per il 13 maggio un webinar di approfondimento che sarà focalizzato sugli strumenti per l’ottimizzazione dei flussi di cassa e prevede tre momenti demo di altrettanti scenari di pianificazione con Tempo Zero per Microsoft Dynamics 365 Business Central.